Critiche sui social
Social media

Critiche sui social: sono davvero utili?

Non sono solita utilizzare il mio blog per lamentarmi di qualcosa. Solitamente cerco di sfruttarlo per condividere qualcosa che spero possa essere interessante per i miei lettori. Tuttavia, di recente mi sono imbattuta nell’ennesima discussione riguardante gli influencer e soprattutto chi li segue.

Trovo sia giusto e normale che ciascuno di noi abbia una propria opinione sui più svariati argomenti.

Quello che proprio non riesco a capire, e mi irrita anche parecchio, sono le persone che passano le proprie giornate a criticare, spesso anche con parole offensive, chi la pensa in maniera diversa.

Il mondo dei social è bello – anche – perché siamo liberi di seguire chi vogliamo. Questo significa che, se un influencer non ci piace, possiamo semplicemente evitare di seguirlo.

Molte persone che conosco seguono personaggi famosi che io non stimo, ma non per questo mi sento in diritto di denigrarli. Per quello che mi riguarda, ciascuno è libero di fare quello che vuole, sempre nel rispetto degli altri.

Qualche mese fa mi trovavo al bar con un amico gay il quale, parlando della sua omosessualità, ha abbassato la voce per non farsi sentire dai tavoli vicini. Ora vi chiedo: siamo proprio sicuri che il male della società siano i social media e gli influencer? O forse il problema sono le persone ottuse e invidiose?

I social non sono di per sé negativi. Quello che li rende davvero dannosi è l’atteggiamento delle persone e come vengono usati.

Nessuno vi costringe ad essere su Instagram se non volete esserci, nessuno vi obbliga a scaricare TikTok se non volete farlo.

Pochi giorni fa ho letto l’articolo di una psicologa, la quale spiegava come il desiderio di criticare continuamente gli altri nasca da una profonda frustazione. Le critiche sono un mezzo per sminuire gli altri, cercando di ingrandire il proprio ego.

Seguire un influencer non significa imitarlo in tutto e per tutto. Semplicemente alcuni ci fanno ridere, altri condividono videoricette molto utili, altri ancora organizzano workout in diretta. Ci sono anche influencer che hanno cose interessanti da raccontare e condividere. Penso ad esempio a Carlotta Gagna, una personal trainer che insegna alle ragazze come amare il proprio corpo e accettarsi per quello che si è.

È ovvio che tra tutti ci sia anche qualcuno che non si trova lì per chissà quale merito. Ma potremmo dire la stessa cosa di molti capi di azienda, politici e diverse altre figure con poche lodi.

Non è certo mia intenzione difendere a spada tratta influencer e simili. Il punto del discorso è: impariamo ad accettare le opinioni e i gusti altrui, anche se diversi dai nostri.

6 pensieri su “Critiche sui social: sono davvero utili?”

  1. Brava Deborah condivido pienamente il tuo pensiero e soprattutto credo proprio sia vero che le
    critiche sono un mezzo per sminuire gli altri, cercando di ingrandire il proprio ego, a tale proposito conosco persone che sanno soltanto essere negativamente critiche con gli altri e in compenso invece loro sono persone insulse, completamente vuote… Il che è tutto dire…

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  2. condivido appieno, infatti io non ho mai espresso un commento negativo dovunque ho scritto, il rispetto per gli altri è sempre al primo posto. Se una cosa non mi piace semplicemente non la commento o non metto un like su instagram… 👍😉

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  3. I blog, gli spazi come WordPress, hanno un tempo “dilatato”, difficilmente trovi persone litigiose. I post sono più lunghi e spesso fatti meglio. Inizialmente, nascevano come “diario” (Splinder), poi uscirono quelli tematici, che tutt’ora hanno la meglio, ma sto divagando e arriverò prima o poi al punto. Facebook, Twitter… sono veloci e sembrano fatti apposta per litigare. Ti mostrano quello che ti piace, segui ecc e quindi se, che ne so, hai messo un “mi piace” ad un politico, a un attore, a uno scrittore, vedi anche i suoi detrattori. Sono fatti per invogliarti a postare, a “stare lì dentro”, a comunicare e quindi anche a litigare. Rispetto a 20 anni fa la rete ha subito un’evoluzione, prima il web era frequentato da webmaster e webmistress, da gente che sapeva due acca di html, si destreggiava con le parole, con le foto o aveva semplicemente voglia di incontrare gente che sapesse parlare di viaggi, film, moda ecc, oggi ci vanno tutti. Tutti utilizzano la rete, e quindi i litigi, le invidie e le offese, ad esempio su Facebook, sono all’ordine del giorno. Tutti usano il web e quindi, sì, ci sono anche molte cavolate. Gli influencer di oggi sono i blogstar di ieri. In fondo fanno “un lavoro come un altro”. Per postare un articolo, un video ecc ogni giorno, più volte al giorno e avere migliaia e migliaia di followers bisogna “lavorare” (ci sono anche le eccezioni), il quid da solo non basta. Chi li critica lo fa per ignoranza o semplice invidia. Qualcuno pensa che per essere, che ne so, la Ferragni basta vestirsi alla moda o mostrare una gamba, senza sapere che per essere arrivata dove è arrivata ci vogliono: impegno, passione, dedizione, cura, pubblicità, volontà… Non è per tutti. Del resto, questo è lo stesso mondo che pensa che gli artisti non siano dei lavoratori e quindi… Comunque, a me la rete piace. Da poco ho riscoperto Instagram e francamente ci sto proprio bene.

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