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Panda: l’algoritmo di Google che devi conoscere

Panda è l’algoritmo di Google uscito a febbraio 2012. Fin dalla sua uscita ha scosso il panorama della ricerca e messo preoccupazione non solo ai SEO, ma a tutti coloro che possiedono un sito e hanno a che fare con la creazione di contenuti per il web.

Panda infatti è nato con l’obiettivo di ridurre il posizionamento dei siti di scarsa qualità, che non danno un valore aggiunto agli utenti e che copiano i propri contenuti da altri siti.

Ancora una volta Google ha cercato di dirci che la cosa che conta di più – e che fa la differenza – è la produzione di contenuti unici e di qualità.

Per Google sono ritenuti di scarsa qualità tutti quei siti che possiedono contenuti poveri, poco originali o inutili.

Un altro fattore che determina la qualità di un sito è la differenziazione. Scrivere 10 articoli diversi sulla stessa tematica può essere percepito in maniera negativa dal motore di ricerca. Allo stesso modo, esistono argomenti che sono già stati trattati in altre centinai di migliaia di siti diversi.

Secondo Google, alcuni topic non necessitano di un’ulteriore contenuto che ripeta quanto già detto e stradetto. Ad esempio, cercando online “come fare un french toast” è possibile vedere come vi siano oltre 29 milioni di risultati. Questa è una query alla quale sarebbe inutile fornire ulteriori contenuti.

Amit Singhal, un ex vicepresidente senior di Google, ha elaborato una lista di domande utili a determinare la qualità di un contenuto. Sarebbe opportuno che chiunque provi a porsi le seguenti domande, prima di pubblicare qualcosa di nuovo.

  • Crederesti alla informazioni fornite in questo articolo?
  • Nell’articolo sono presenti errori ortografici o stilistici?
  • Gli argomenti trattati sono scelti sulla base dei reali interessi dei lettori del sito?
  • L’articolo fornisce informazioni, ricerche e analisi originali o da un punto di vista diverso?
  • L’articolo è stato progettato con cura o da l’idea di essere stato scritto in maniera frettolosa e superficiale?
  • L’articolo fornisce una panoramica completa dell’argomento?
  • È una pagina che condivideresti con gli amici?
  • L’articolo è facilmente leggibile o presente troppi annunci che distraggono la lettura?

Porsi queste domande richiede un piccolo sforzo, che tuttavia potrebbe aiutare il sito a non incorrere in penalizzazioni. Qualora Google dovesse ritenere un sito di scarsa qualità infatti, potrebbe decidere di tenerlo controllato e successivamente di procedere con una penalizzazione, con conseguente perdita di traffico organico.

La qualità è un elemento a cui Google sta dando molta importanza e con Panda bastano pochi contenuti di scarsa qualità per causare una perdita di posizionamenti dell’intero sito.

6 pensieri riguardo “Panda: l’algoritmo di Google che devi conoscere”

  1. topic
    sostantivo

    Nella linguistica testuale, tema, argomento di una narrazione.
    Nel linguaggio di Internet, l’argomento di discussione proposto da un utente in un forum o in un social network.

    Parto col dire che, come sempre la tua disquisizione è stata puntuale e pertinente, però stavolta un po’ mi sono alterato.
    Non non con te, ma col signor (o dottor o quel che è) Amit Singhal: non è che mi è può schedare tutto secondo uno schema di qualche domanda (non si è nemmeno sbattuto per arrivare a 10!), perché altrimenti si sarebbe già mappato non solo il genoma, ma anche ogni zona e funzionalità del cervello e quindi quelle domande risultano stupide e incongruenti per molti ambiti di cui si va a trattare (che come tu m’insegni, si dice Topic)

    Crederesti alla informazioni fornite in questo articolo?
    Se si tratta di un racconto, come può essere vero?
    Nell’articolo sono presenti errori ortografici o stilistici?
    Vada per l’ortografia, ma chi è che decide se lo stile è giusto o sbagliato? Un nobel per la letteratura, non ricordo chi, ha scritto un romanzo eliminando la punteggiatura o facendo un uso del tutto personale della stessa. Solo per fare un esempio
    Gli argomenti trattati sono scelti sulla base dei reali interessi dei lettori del sito?
    Beh, questa un velato senso ce lo può anche avere, perchè parlare di cucina in un sito che tratta di auto, può aver poco senso, in effetti; anche qui, però, se c’è l’aggancio giusto… Qui mi si vuol porre un limite alla fantasia, e a me ‘sta cosa non piace affato.
    L’articolo fornisce informazioni, ricerche e analisi originali o da un punto di vista diverso?
    E via: vuoi un’analisi di qualcosa di inventato? E chi cito come fonti? Fate ed elfi?
    L’articolo è stato progettato con cura o da l’idea di essere stato scritto in maniera frettolosa e superficiale?
    Oh, a forza di lavorarci ci siamo arrivati al dunque!
    L’articolo fornisce una panoramica completa dell’argomento?
    Ci sono argomenti che non possono essere trattati completamente, anche per il semplice fatto di essere argomenti in lavorazione continua o con sviluppi futuribili
    È una pagina che condivideresti con gli amici?
    Questa è una domanda trabocchetto, ci scommetto: se non la condivido con gli amici, significa che non ha senso? Maddai…
    L’articolo è facilmente leggibile o presente troppi annunci che distraggono la lettura?
    Anche qui, facilmente leggibile è una definizione arbitraria: per me lo è, per te no, per un altro, risulta più diretto che non a me. Chi è che decide chi? Per gli annunci che distraggono, posso anche chiudere un occhio, ma se uno si distrae perché vede una notifica del led dello smartphone, come posso tenenrlo incollato allo schermo di un PC (per fare un esempio) con una disquisizione sulla filosofia dei presocratici? Dipende tutto da cosa stiamo dicendo e a chi ci rivolgiamo.

    Scusa se mi son dilungato, ma quella persona (che mi pare di aver capito è stato costretto alle dimessioni per uno scandalo sessuale?) avesse in mente solo una minima parte dei contenuti (topic) che possono esistere, perciò, la sua bella lista, non è che mi interessi granché. Sì, potevo dirlo semplicemente così, ma a me piace argomentare e quindi ti ho tediata per tutto ‘sto tempo! 😜

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    1. Caspita, ti ho proprio fatto arrabbiare 😅
      Provo a risponderti punto per punto, con la premessa che sono domande stilate per chi gestisce e scrivere per siti o blog che puntano puntano a posizionarsi su Google e che quindi vogliono evitare qualsiasi tipo di penalizzazione.
      Domanda 1. Certamente nel caso di racconti questa domanda perde il suo valore, ma in tutti gli altri casi ha senso.
      Domanda 2. Con stile intende dire che sia facile da leggere e comprendere da parte degli utenti. Se un utente fatica a comprendere un testo perché è scritto male o con un linguaggio difficile, è molto probabile che abbandoni la pagina. Questo viene visto come un segnale secondo cui il contenuto non offre una buona esperienza d’uso all’utente e quindi, per Google, non è di qualità.
      Domanda 3. In questo caso, soprattutto a livello di aziende è capitato spesso che venissero prodotti contenuti pensati per il motore di ricerca e non per l’utente. Oggi l’algoritmo è più sofisticato e ne comprende le differenze.
      Domanda 4. Torniamo all’esempio che ho fatto del toast, scrivere un articolo su come fare un franchi toast identico ad altre 200 ricette online non ha senso. Se a quella ricetta aggiungo un ingrediente del tutto nuovo, allora ben venga!
      Domanda 5. Nulla da dire. 😂
      Domanda 6. Chiaro, ma dipende sempre dal tipo di argomento trattato. Se è un racconto “a puntate” probabilmente non si chiuderà nel giro di un articolo. Se parlo di come fare una campagna a pagamento su Facebook devo fornire tutte le indicazioni utili.
      Domanda 7. Non significa che non ha senso. Il discorso è: è un argomento che interessa a me e tre miei amici. Se l’articolo è utile e interessante, sicuramente glielo condivido. Se non ha alcun valore aggiunto, no.
      Domanda 8. Il problema è che secondo alcuni studi i blog che mostrano tanti annunci a pagamento in pagina non offrono una buona usabilità all’utente e quindi possono essere penalizzati per questo motivo.

      Le domande sono molte di più, ho selezionato quelle amio parere più utile, soprattutto per chi gestisce un blog. Poi ovvio che dipende dall’argomento trattato nel blog. A secondo del contenuto alcune domande possono venire meno.
      Il senso di tutto ciò è capire se quello realizzato è un articolo utile e pertinente per l’utente. Questo per Google significa qualità. ☺️

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      1. No, non mi hai fatto arrabbiare tu, figurati! 😜
        E nemmeno google, se il suo intento è dare più visibilità a chi offre contenuti di qualità: è solo che quelle domande mi sembra(va)no un po’ pretenziose per stabilire se una cosa è “giusta o sbagliata”.

        Immagino che ci siano strumenti molto più tarati della semplice frequenza di rimbalzo (Analytics docet, anche se dovrei fare un ripasso: non ricordo quasi nulla) per stabilire se uno si trova bene su un sito e che quindi sia “stilisticamente” corretto.

        Comunque cerco di restare sulla 5, che mi sembra la più azzeccata. Tanto non ho velleità di essere a chissà quale vetta di click… anche perché a quel punto dovrei inziare a inserire annunci per far soldi e, come tu m’insegni, questo mi farebbe retrocedere per via della distrazione che comporterebbe: un bel circolo vizioso! 🤣🤣🤣

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      2. Sì, la frequenza di rimbalzo è uno dei tanti fattori. Considera che comunque l’algoritmo è una “macchina” quindi per forza di cose deve avere dei parametri di valutazione. Anche se poi vengono fatti anche dei check manuali in alcuni casi.
        Comunque sia… tutto bene quel che finisce bene 😂😂

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