Social media

Chi è un influencer?

Fino a qualche anno fa eravamo influenzati nelle nostre decisioni di acquisto dalla televisione. Bombardati di pubblicità, a qualsiasi ora del giorno, eravamo soliti acquistare determinati prodotti o affezionarci ai brand, sulla base di quello che vedevamo in TV. Oppure ancora, ci basavamo sui consigli di amici e parenti, che ci raccontavano le loro esperienze, in merito a qualsiasi tipo di prodotto o servizio.

E oggi? Oggi le cose sono cambiate, soprattutto per i più giovani, che seguono le mode dettate dagli influencer tramite social network. Basti pensare che il mercato degli influencer vale oggi 8 miliardi di dollari ed è destinato a salire a 15 miliardi entro il 2022.

Ma chi sono gli influencer?

Un influencer è una persona che possiede un buon numero di follower e che guadagna soldi grazie alle collaborazioni con i brand.

È molto importante distinguere tra una celebrità, che sfrutta la propria fama per fare da testimonial, e un influencer. Un influencer fa delle collaborazioni con i brand la propria e principale fonte di guadagno. Per una celebrity, invece, il lavoro di testimonial non costituisce la fonte di reddito primaria.

Ormai esistono diverse tipologie di influencer e soprattutto vi è una grande distinzione tra i macro influencer, come Chiara Ferragni, e i micro influencer, che coprono le nicchie di mercato.

Molte aziende, sia per questioni di budget, sia per questioni legate alla diffusione dei propri prodotti e/o servizi, sono interessate a influencer con numeri più piccoli, in termini di follower, e più locali. I micro influencer infatti possiedono una fanbase relativamente piccola, ma generano tassi di coinvolgimento molto alti, al di sopra della media dei profili con grande seguito.

Oggi è possibile trovare gli influencer su qualsiasi piattaforma, anche se a farla da padrone è sicuramente Instagram, social scelto dal 79% degli influencer. Seguono Facebook con il 46%, YouTube 36% e Twitter 24%.

Chi è un influencer e perché sempre più brand attivano campagne di influencer marketing
Sono sempre più i brand che attivano campagne di influencer marketing con diversi scopi

I motivi per cui un brand oggi dovrebbe decidere di avviare una collaborazione con un influencer sono molti, e variano in base agli obiettivi di business. Una campagna di influencer marketing può essere attivata per diversi scopi, come aumentare l’awareness nei confronti del brand o lanciare un nuovo prodotto.

Maggiore è l’affiatamento e la coerenza tra l’influencer e i valori del brand, più la campagna avrà successo. Non ha alcun senso scegliere un influencer, soltanto perché in questo momento è quello che va più di moda. Se l’azienda in questione è Adidas, non avrebbe alcun valore scegliere un influencer come Irene Colzi, diventata famosa per i suoi outfit.

Dire che oggi esistono influencer per ogni nicchia di mercato, significa che molti influencer sono specializzati in un unico settore: food, fashion, yoga, beauty, fitness. Ne deriva che ogni brand ha la possibilità di scegliere qualcuno, che sia realmente appassionato alla categoria di prodotti o servizi che vende. E, a sua volta, questo influencer sarà seguito da utenti, che ne condividono gli interessi, e che risultano quindi perfettamente in target per il brand.

Come si riconoscono le campagne di influencer marketing

Dal 2016, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha invitato influencer e brand ad essere più trasparenti in merito alle collaborazioni. Da qui l’obbligo di inserire #adv, #advertising o #ads in ciascun contenuto realizzato previo accordo commerciale.

La decisione è dipesa dal fatto che tutte le pubblicità che hanno luogo sui social, tramite post, foto e video, sono in grado di condizionare le scelte di acquisto dei consumatori, senza che questi ne siano consapevoli. Si rende quindi fondamentale esplicitare la presenza di una collaborazione pubblicitaria.

18 pensieri su “Chi è un influencer?”

  1. Io ho provato a seguire qualcuno, così, per curiosità, ma dopo un po’ (molto poco, talvolta) mi stanco… Per fortuna dei brand, i consumatori non son tutti come me! 😛

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    1. Il garante parla di campagne di marketing che vedono protagonisti influencer con capacità di influenzare le masse. Soprattutto perché solitamente inseriscono i prodotti all’interno dei post, elogiandone le qualità, spesso senza averli nemmeno provati. Nel momento in cui rendi chiaro che stai facendo un test e fornisci una recensione veritiera, basata sulla tua personale esperienza, non dovresti avere alcun problema 😊

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  2. Anche in passato seguivamo persone che oggi chiamiamo “influencer”: mi vengono in mente le pubblicità in televisione con un testimonial, come ad esempio Megan Gale per la Omnitel nel 1999. Oggi ovviamente è tutto diverso grazie ai social network, Facebook ed Instagram in primis ma anche Google con i suoi prodotti con le pubblicità in base ai click per fornire un prodotto all’utente sempre più personalizzato.
    Non sapevo neanch’io della decisione presa nel 2016 dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

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    1. È cambiato il modo in cui i brand si pubblicizzano e di pari passo sono cambiate le modalità in cui i consumatori cercano i prodotti e servizi di cui hanno bisogno. Google Ads esiste dal 2000, aveva di gran lunga anticipato questo trend, ma del resto in qualche modo Google doveva pur guadagnare 😜 così come Facebook e compagnia bella! Sicuramente, rispetto ai testimonial, gli influencer sono più “vicini” all’utente finale, poiché sempre connessi e online, tramite social 😊

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      1. È vero, le pubblicità sono cambiate tantissimo ed anche i canali di erogazione delle stesse.
        Non sapevo dell’esistenza di Google Ads dal 2000 😱
        Gli influencer possono essere più vicini all’utente per il semplice fatto che come dici tu oggi possono essere seguiti quindi è come se l’influencer fosse un nostro grandissimo amico o conoscente.

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      2. 2000! E posso garantirti che, chi ha iniziato da subito ad usarlo, oggi deve una buona parte del fatturato a Google Ads. È incredibile se ci pensi! Esattamente, la percezione è quella di conoscerli, anche perchè ci mostrano ogni momento delle loro vite, quindi di fatto è come se sapessimo tutto di loro! Poi con alcuni ci lavori e vorresti cancellarli ovunque, ma quello è un altro conto 😂

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      3. Immagino che nel 2000 pochissimi conoscevano questa potenzialità, poi per come era la tecnologia ed internet nel 2000 era un enorme vantaggio!
        Mi è venuto in mente di chiederti se tu ti consideri un’influencer? 😅😂😆

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