Social media

Tono di voce e coronavirus

Recentemente ho partecipato a un webinar di Valentina Falcinelli, nel quale parlava di come i brand dovrebbero modificare il loro tono di voce, considerato il periodo difficile che stiamo affrontando.

Nello specifico, ci sono numerosi brand che da sempre utilizzano un tono di voce ironico, e in un certo senso aggressivo. Forse, in questo momento, sarebbe opportuno rivedere il loro modo di comunicare sui social.

È chiaro che, nonostante tutto, le aziende devono continuare a promuoversi online e fatturare. Ma è anche vero che alcune aziende hanno ironizzato sulla situazione, a favore dei propri prodotti o servizi.

Di fronte a una situazione, come quella attuale, le vie da percorrere a mio parere sono due:

  1. Continuare ad adottare una comunicazione neutrale e spontanea, senza parlare del covid (il che non significa ignorare la situazione)
  2. Parlare dell’emergenza in corso in maniera informativa e utile, senza ironizzare

Anche i brand che usano da sempre il sarcasmo sui social, dovrebbero fare un passo indietro, immedesimarsi nel proprio pubblico, fatto di persone che ad oggi stanno affrontando un problema, mai affrontato prima, e sicuramente sono cariche di sentimenti e emozioni forti.

Anche una cosa semplice e giusta, se detta con sarcasmo, in questo momento può essere fraintesa.

I brand che utilizzano un tono di voce ironico e sarcastico dovrebbero fare un passo indietro
I brand che utilizzano un tono di voce ironico e sarcastico dovrebbero fare un passo indietro

Secondo alcuni dati diffusi recentemente da Twitter, ogni 45 millesimi di secondo sul social viene pubblicato un tweet, contenente l’hashtag coronavirus. Sul proprio blog, Twitter ha condiviso un articolo dal titolo Brand communications in time of crisis, nel quale spiega come sia opportuno adottare il buon senso in ogni comunicazione e soprattutto misurare tutte le parole scelte.

In time of crisis, people look to leaders and institutions for guidance, reassurance and information. Increasingly, they also look to businesses.

Let’s be clear. This is not a “marketing opportunity” to capitalise on, and we do not recommend brands opportunistically linking themselves to a health care.

Dal blog di Twitter

Senza dubbio siamo di fronte ad una situazione nuova per tutti. Ma è anche vero che le scelte comunicative dei brand influenzano la loro posizione nella mente del consumatore e, indirettamente, le decisioni di acquisto. Vale perciò la pena fermarsi un attimo e ragionare sul modo migliore che l’azienda può adottare, per continuare a comunicare al proprio pubblico in maniera empatica.

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